Maroni fa il furbetto, i Barbari sognanti ci cascano.

La Lega è Ladrona, ormai è assodato, ciò è riconosciuto dalla stessa Lega che ha costretto alle dimissioni il Trota, il figlio di Bossi, ed espulso Rosi Mauro, la “badante” di Bossi, nonché il tesoriere Belsito. Maroni si fa fotografare con la scopa in mano e si accredita come futuro capo della Lega promettendo pulizia.  A diventare il capo ci riuscirà senz’altro anche perchè i militanti leghisti non si distinguono certo per la capacità di fare ragionamenti che partano dal cervello e non dalla pancia. La strategia del furbetto Maroni è chiara: Bossi è un simbolo e non si discute, Bossi con la storia della Lega Ladrona non c’entra per nulla, è stato solo raggirato da alcune persone delle quali si è fidato perchè è troppo buono.

 Il ragionamento però non regge: è stato Bossi a mandare il figlio pluribocciato a fare il consigliere regionale al Pirellone, è stata la casa di Bossi ad essere ristrutturata con i soldi della Lega. E come mai Maroni non chiede alla moglie di Bossi di restituire tutti i soldi che pare la Lega le abbia cospicuamente assicurato per la sua scuola privata? Ma soprattutto, perchè Maroni tace su questi argomenti e offre in pasto ai militanti rincitrulliti solo Rosi Mauro e il suo body-guard con la passione per le canzonette sceme?

Maroni si può permettere di fare il furbetto, solo perchè i militanti leghisti furbetti non lo sono per nulla. Maroni lo sa… e ci sguazza.

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Operazione Nostalgia – I Luf cantano Guccini

Bel disco cover dei Luf che cantano le vecchie canzoni di Guccini, un’operazione nostalgia perfettamente riuscita. Forse i  fans di Guccini resteranno un po’ dubbiosi, ma ricordiamoci che cantano i Luf e non Guccini e che certamente l’intento non era quello di scimmiottare il cantautore modenese.

Di seguito la famosissima Eskimo.

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I pensionati piangono, i generali no

La manovra Monti,  complice la casta parlamentare, fa cassa sui pensionati e la povera gente. Qualcuno mi spieghi perchè non si è risparmiato ad esempio sugli armamenti. Riporto la notizia di due anni e mezzo fa:

Mercoledì scorso, due giorni dopo il terremoto in Abruzzo, le Commissioni Difesa di Senato e Camera hanno espresso parere favorevole (con l’astensione dei commissari del Pd) sul piano governativo per l’acquisto di 131 caccia-bombardieri F-35 e per l’ampliamento della base aerea di Cameri (Novara) dove i velivoli verranno assemblati. Un piano di riarmo che in diciotto anni ci costerà oltre 17 miliardi di dollari, pari a 13 miliardi di euro. Una spesa enorme “a cui si farà fronte – si legge nel documento della Commissione camerale – attraverso risorse già individuate nell’ambito delle disponibilità dello stato di previsione del Ministero della Difesa nonché attingendo ad altre fonti di finanziamento”. Non è previsto nessun esame in aula.

Che dire….. Vergogna!

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La Premiata Orchestra Monti

E’ cambiata l’orchestra, ma la musica resta sempre la stessa! I lavoratori e i pensionati sono sempre “suonati”

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Da Giulio Tremonti mi guardo io, da Mario Monti mi guardi Iddio!

Nessun articolo, il succo è tutto nel titolo!

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Angelino, Angelino, il segretario che non è di un partito che non c’è.

Ho visto Angelino Alfano ieri a Ballarò e ho rafforzato la mia convinzione: Angelino Alfano è il segretario che non è di un partito che non c’è. IL PDL non è mai stato un partito e mai lo sarà. Il PDL è un aggregato, un contenitore di interessi politici, economici, elettorali di vassalli e valvassori che hanno individuato in Silvio Berlusconi il monarca da servire,  monarca che in cambio legittima il loro rango di grandi o meno grandi feudatari di regime. Riguardo poi al milione di iscritti che il PDL millanta al fine di potersi accreditare come partito dalle radici popolari c’è solo da ridere, tutti sanno come si realizza il tesseramento, gli ex DC, gli ex PSI, gli ex Alleanza Nazionale del PDL possono tenere master universitari in proposito.

Il vicerè, Angelino Alfano, investito direttamente dal Sovrano al quale tutto deve e tutto dà, non riesce a far altro che pappagallare il “Verbo” del Monarca sforzandosi non poco ad individuare motivazioni ragionevoli ai postulati del Sire. Ma non ci riesce, gnà fà, spesso ricorre ad altri postulati, ad ovvie affermazioni di principio, a metafore fuori luogo, ad affermazioni scontate alle quali cerca di dare valore assumendo il piglio e il cipiglio di colui che sta rivelando grandi verità. Ciò in specie quando si lancia a difendere la solita solfa dei valori… la famiglia, la libertà, l’impresa… e chi più ne ha più ne metta, contro un nemico invisibile, il Male direbbero i preti, nemico che non c’è, che nessuno sa dov’è, nemico che secondo l’Alfano-pensiero vorrebbe distruggere, chissà poi perchè, i valori, famiglia e libertà in primis; nemico che l’Angelino si deve inventare per tentare di dare una veste ideologica   al malcelato obiettivo di nascondere, proteggere e difendere i potentati economici del Re e gli interessi economici, politici ed elettorali dei feudatari. Così, se Berlusconi si inventa il nemico del comunismo, Angelino è costretto ad emulare  il suo datore di lavoro, poveraccio, non può far altro.

Non ha spessore l’Angelino, non può averlo perchè servendo ha dovuto rinunciare all’autonomia. Angelino  non fa ragionamenti, Angelino postula. E nel postulare, indifferente alle clamorose contraddizioni in cui cade e in cui cadrebbe chiunque sia costretto a trovare una giustificazione a qualsiasi sciocchezza dettata dal Monarca, infarcisce di polemiche, metafore senza senso, battute stupide e velenose, la sua dialettica da polemista del “Processo del Lunedì” o da “Uomini e Donne” della De Filippi.

Ecco dove lo vedo bene l’Angelino: a fare l’opinionista rompipalle in uno dei tantissimi talk show che la TV-spazzatura quotidianamente ci propina. A parlare di zio Michele Misseri, della Juve e degli arbitri o magari di argomenti più “elevati”, che so, dell’eutanasia  o dell’omosessualità; insomma di un po’ di tutto, alla stregua dei tanti ed improvvisati polemisti-tuttologi che spesso, nostro malgrado, ci ritroviamo sul teleschermo facendo zapping con il telecomando.

Gli chiederei, se ne avessi l’opportunità, soltanto una cosa, di non sfiorare mai l’argomento “libertà”: chi ha scelto di servire non può avere il diritto di parlare della Libertà.

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Lo chiamavano Munnizza

L’onorevole Domenico Scilipoti, con la caduta del Governo Berlusconi, è ritornato il signor Nessuno, così com’era prima di tradire Il Partito dell’Italia dei Valori, che lo aveva eletto in Parlamento, per fare da sgabello al traballante Governo del Re delle Olgettine.

 Sarà molto difficile che  in futuro  qualcuno riuscirà  nuovamente a riciclare a Munnizza (così era chiamato Scilipoti dai suoi colleghi parlamentari): Domenico Scilipoti, agopuntore di Barcellona Pozzo di Gotto, finirà in buona e numerosa compagnia nella fetida discarica della peggiore politica italiana.

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Il disastro Minzolini-Scodinzolini

TG1 con lo share in caduta libera: il peggiore TG della televisione italiana continua ad accumulare record negativi degli indici di ascolto. Immagino che i picchi più bassi si verifichino durante gli editoriali del Direttore Minzolini-Scodinzolini. Con un impegno da maratoneta e con un atteggiamento da checca isterica da far impallidire Bruno Vespa nei suoi  scatti nervosi, nello strenuo quanto fallimentare tentativo di difendere il suo “azionista di riferimento” Silvio Berlusconi, Minzolini-Scodinzolini ha scritto alcune delle più orrende e disgustose pagine della TV pubblica ed è riuscito a confezionare il più brutto, insulso, vuoto, noioso, squallido, deprimente TG della storia italiana. Ma, nonostante il suo non disinteressato impegno e quello del suo sodale Giuliano Ferrara, anch’egli in crisi di ascolti con il programma-buffonata “Qui Radio Londra”, le azioni dell’azionista di Arcore sono scese ad una velocità maggiore degli indici di borsa.

Di Minzolini-Scodinzolini e dell’elefantino Giuliano Ferrara non importerebbe a nessuno, senonché gli Italiani pagano il canone RAI e quindi anche i loro lauti stipendi. Per tale motivo mi auguro che la RAI, con un sussulto di autonomia e di interesse per il servizio pubblico, rimuova velocemente i personaggi citati. Contemporaneamente auguro a tali eroi della sudditanza estrema, una fertile collaborazione con Emilio Fede, al quale, contrariamente agli ultimi resistenti giapponesi della RAI sulla trincea del berlusconismo,  bisogna riconoscere almeno di non aver mai negato il suo servilismo nei confronti del nano di Arcore.

Che poi Minzolini-Scodinzolini sia stato rinviato a giudizio dalla Procura di Roma per peculato, avendo, pare, effettuato con la carta di credito aziendale in poco più di un anno spese non autorizzate per un importo di 65.000 Euro, è solo il suggello al suo disastro come Direttore del TG1 e come uomo.

Si mandi via il più presto possibile dalla RAI per ridare una parvenza di dignità al servizio pubblico e nessuno abbia a pena il fatto che possa rimanere in mezzo ad una strada, Berlusconi non mancherà certo di ricompensarlo per i suoi inutili quanto vani servigi.

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Fratelli Mancuso – Ti nni vai puisia

Una stupenda e particolarissima canzone dei Fratelli Mancuso cantata in Siciliano e in Spagnolo. Una vera chicca per intenditori.

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Cicciu Busacca – Lamentu ppi la morti di Turiddu Carnivali

Per non dimenticare mai coloro che hanno dato la vita per combattere la mafia.

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