Angelino, Angelino, il segretario che non è di un partito che non c’è.

Ho visto Angelino Alfano ieri a Ballarò e ho rafforzato la mia convinzione: Angelino Alfano è il segretario che non è di un partito che non c’è. IL PDL non è mai stato un partito e mai lo sarà. Il PDL è un aggregato, un contenitore di interessi politici, economici, elettorali di vassalli e valvassori che hanno individuato in Silvio Berlusconi il monarca da servire,  monarca che in cambio legittima il loro rango di grandi o meno grandi feudatari di regime. Riguardo poi al milione di iscritti che il PDL millanta al fine di potersi accreditare come partito dalle radici popolari c’è solo da ridere, tutti sanno come si realizza il tesseramento, gli ex DC, gli ex PSI, gli ex Alleanza Nazionale del PDL possono tenere master universitari in proposito.

Il vicerè, Angelino Alfano, investito direttamente dal Sovrano al quale tutto deve e tutto dà, non riesce a far altro che pappagallare il “Verbo” del Monarca sforzandosi non poco ad individuare motivazioni ragionevoli ai postulati del Sire. Ma non ci riesce, gnà fà, spesso ricorre ad altri postulati, ad ovvie affermazioni di principio, a metafore fuori luogo, ad affermazioni scontate alle quali cerca di dare valore assumendo il piglio e il cipiglio di colui che sta rivelando grandi verità. Ciò in specie quando si lancia a difendere la solita solfa dei valori… la famiglia, la libertà, l’impresa… e chi più ne ha più ne metta, contro un nemico invisibile, il Male direbbero i preti, nemico che non c’è, che nessuno sa dov’è, nemico che secondo l’Alfano-pensiero vorrebbe distruggere, chissà poi perchè, i valori, famiglia e libertà in primis; nemico che l’Angelino si deve inventare per tentare di dare una veste ideologica   al malcelato obiettivo di nascondere, proteggere e difendere i potentati economici del Re e gli interessi economici, politici ed elettorali dei feudatari. Così, se Berlusconi si inventa il nemico del comunismo, Angelino è costretto ad emulare  il suo datore di lavoro, poveraccio, non può far altro.

Non ha spessore l’Angelino, non può averlo perchè servendo ha dovuto rinunciare all’autonomia. Angelino  non fa ragionamenti, Angelino postula. E nel postulare, indifferente alle clamorose contraddizioni in cui cade e in cui cadrebbe chiunque sia costretto a trovare una giustificazione a qualsiasi sciocchezza dettata dal Monarca, infarcisce di polemiche, metafore senza senso, battute stupide e velenose, la sua dialettica da polemista del “Processo del Lunedì” o da “Uomini e Donne” della De Filippi.

Ecco dove lo vedo bene l’Angelino: a fare l’opinionista rompipalle in uno dei tantissimi talk show che la TV-spazzatura quotidianamente ci propina. A parlare di zio Michele Misseri, della Juve e degli arbitri o magari di argomenti più “elevati”, che so, dell’eutanasia  o dell’omosessualità; insomma di un po’ di tutto, alla stregua dei tanti ed improvvisati polemisti-tuttologi che spesso, nostro malgrado, ci ritroviamo sul teleschermo facendo zapping con il telecomando.

Gli chiederei, se ne avessi l’opportunità, soltanto una cosa, di non sfiorare mai l’argomento “libertà”: chi ha scelto di servire non può avere il diritto di parlare della Libertà.

Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...