Not In My Name – Berlusconi sputtana l’italia, gli Italiani sputtanano Berlusconi

Un giorno, spero non lontano, Berlusconi sarà cacciato da quel posto di Presidente del Consiglio che indegnamente occupa e attraverso il quale disonora l’Italia e gli Italiani. Sono convinto che nel momento in cui sarà cacciato, gran parte del merito l’avrà avuto il popolo di Internet. Una fenomenale prova che adesso bisogna fare i conti con quel popolo si ha guardando alle elezioni del Sindaco di Milano. La Moratti accusa falsamente Pisapia di essere un ladro? Gli internettiani la sbeffeggiano in diretta e fanno diventare Pisapia una specie di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo eroe dei fumetti. Scrive su Twitter che nel fantomatico ed inesistente quartiere di Sucate, a Milano, non ci sarà mai una moschea? In due giorni la pagina Facebook dedicata a Sucate raccoglie oltre 20.000 adesioni e migliaia di messaggi che sputtanano la Moratti. Come dire: una risata vi seppellirà. Red Ronnie che appoggia la Moratti dice falsamente che Pisapia gli ha fatto annullare i concerti del LiveMI? La gente di Internet lo sbugiarda e lo fa a pezzi sulla sua pagina Facebook. Gigi D’Alessio doveva partecipare al concerto di chiusura della Moratti? Appena si diffonde la notizia su Internet Gigetto scappa, si nasconde e chiude la pagina Facebook sommerso dalle proteste dei suoi fans meridionali.

 E anche a Berlusconi quel popolo  sta alle calcagna, altro che magistrati di sinistra, quelli al confronto sono educande. Al nano non basteranno più le TV che controlla, che certamente ancora gli garantiscono qualche milione di voti di vecchiette e casalinghe, grazie a giornalisti servi e leccapiedi, ma che presto non saranno più sufficienti. Ormai chi è in grado di informarsi liberamente su Internet non solo gli ha voltato le spalle, ma è subito pronto a sputtanarlo per ogni menzogna che recita, per ogni barzelletta di cattivo gusto che racconta, per ogni promessa che non ha mantenuto, per ogni ferita che ha inferto al Parlamento, alle Istituzioni, alla società, all’informazione, alla giustizia, alla democrazia e all’economia del nostro Paese.

Il nano ha sputtanato l’Italia raccontando ad Obama la favoletta del perseguitato dalla dittatura della magistratura di sinistra? Il popolo di Internet in pochi minuti gli dà il benservito e sputtana lui inondando con migliaia messaggi la bacheca Facebook di Barack Obama, scrivendo: “Caro Presidente Obama, io sono Italiano e Berlusconi non parla in mio nome”. Tanti altri messaggi si soffermano di più, qualcuno ricorda Falcone e Borsellino, altri suggeriscono ad Obama di non dar retta a un vecchio pervertito.

Certamente Obama non leggerà i messaggi della sua bacheca, non ne ha il tempo, ma di sicuro gli arriverà un resoconto, qualcuno gli dirà: Mr. President Obama, ci sono migliaia di Italiani incazzati neri che scrivono sulla sua bacheca su Facebook e dicono peste e corna di Berlusconi.  Obama farà un sorriso e penserà che non tutti gli Italiani sono così imbecilli come gli vuol far credere Berlusconi e, statene certi, crederà agli Italiani e non al culo flaccido del vecchio (parole di Nicole Minetti).

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